di Alberto Rossi (fonte: LinkedIn)

Esiste dunque la Politica a Bruxelles. Verrebbe da parafrasare l’espressione coniata da Bertold Brecht, usando non a caso la P maiuscola, per commentare quanto successo ieri nel corso della seduta della Commissione IMCO (Mercato Interno e Protezione dei Consumatori) del Parlamento europeo, chiamata a prendere posizione sulla riforma del Codice Unico Doganale proposta dalla Commissione.

Per comprendere di che cosa si parla occorre riavvolgere il nastro, appunto, fino alla proposta arrivata dalla Commissione, di cui avevo già parlato. Nel testo, accanto ad elementi positivi, erano inserite alcune criticità di rilievo in particolare per il trasporto marittimo, su tutte la riduzione del ‘temporary storage’, ovvero il tempo massimo consentito per la custodia temporanea delle merci, da 90 a 3 giorni. Una scelta che avrebbe reso impraticabile il paradigma ‘hub&spoke’ che è alla base di una buona parte del trasporto di linea di contenitori, e, concretamente, avrebbe avuto effetti dirompenti sulla competitività dei porti europei, sull’indotto e sulla sostenibilità economica di alcune linee commerciali. Avere a disposizione appena 3 giorni di ‘temporary storage’ sarebbe stato in tutta evidenza insufficiente e un approccio così restrittivo avrebbe rischiato di minare alle fondamenta la competitività dei porti italiani, a tutto vantaggio di scali posti appena al di fuori dell’UE, che non sarebbero stati soggetti a tale nuova regolamentazione. Ancora, in tale proposta era previsto che la merce fosse sottoposta a procedura doganale non appena la nave su cui è trasportata fosse arrivata nel primo porto europeo di scalo, cancellando la distinzione attuale, che prevede la notifica di ‘arrived’ quando la merce è ancora a bordo, trasformandosi in ‘presented’ alla dogana solo una volta scaricata.

Recentemente – e anche questa parte è già stata oggetto di un mio approfondimento – erano stati depositati diversi emendamenti presentati dai Parlamentari europei che miravano proprio a ripristinare i 90 giorni, e il testo di compromesso presentato dal relatore del provvedimento nella Commissione Mercato Interno, l’eurodeputata Deirdre Clune, sembrava aver accolto le istanze del mondo dello shipping.

Ieri, appunto, è arrivata la conferma di quanto sopra. La posizione espressa dalla Commissione IMCO propone infatti di mantenere l’attuale dispositivo normativo, che prevede un limite massimo di 90 giorni per la custodia temporanea delle merci, e allo stesso tempo migliora alcuni aspetti tecnici della cosiddetta ‘notification of arrival’. Inoltre, i Deputati della Commissione hanno espresso una posizione attenta alla necessità di garantire una transizione efficace dall’attuale sistema doganale in vigore, che è ancora in via di sviluppo, al nuovo sistema proposto dalla Commissione europea.

Esiste dunque la Politica a Bruxelles, ed è una buona notizia, di cui va dato merito, oltre appunto alla relatrice Deirdre Clune, ai relatori ombra Carlo Fidanza e Marco Campomenosi, che hanno colto le istanze e le preoccupazioni espresse dal cluster marittimo.

Infine, merita menzionare i prossimi passi. Secondo quanto è dato apprendere, il testo verrà ratificato dalla sessione plenaria del Parlamento nel mese di marzo, diventando ufficialmente posizione negoziale del Parlamento, mentre il Consiglio esprimerà una propria posizione entro fine anno e le negoziazioni inter-istituzionali tra co-legislatori entreranno nel vivo nei primi mesi del 2025.

 

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