Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, ha fatto visita alla sede del Comando Generale delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, accolto dal Comandante Generale, l’Ammiraglio Ispettore Capo Nicola Carlone.

Al suo arrivo il Ministro ha preso parte a un briefing tenuto dal Comandante Maurizio Tattoli, Assistente del Comandante generale e a cui hanno preso parte il Vice Comandante Generale, i Capi Reparto e Capi Uffici di Staff. Nel corso della presentazione è stato prospettato un quadro generale dei compiti istituzionali della Guardia Costiera nei vari settori di competenza, come la salvaguardia della vita umana in mare, la tutela ambientale e la sicurezza della navigazione.

Tra i diversi argomenti affrontati, è stato sottolineato anche il ruolo delle Capitanerie di porto nell’ambito del percorso formativo del personale marittimo, così come l’impegno quotidiano per garantire la sicurezza produttiva in tutti i porti nazionali.

Un focus è stato dedicato anche all’European Maritime Single Windows environment, il progetto europeo, affidato alla Guardia Costiera, Autorità nazionale competente, che permetterà alle navi in ingresso nei porti Ue di dialogare con un interlocutore unico con evidenti economie di risorse ed una maggiore sostenibilità ambientale.

Dopo la firma del “libro d’onore”, il Ministro ha proseguito la sua visita presso il Centro Operativo Nazionale, dove sono stati illustrati l’organizzazione di ricerca e soccorso in mare e i moderni strumenti tecnologici impiegati anche nei più complessi scenari operativi che vedono impegnati il personale e i mezzi della Guardia Costiera. Tra questi il sistema Pelagus, illustrato dal Capo del Centro operativo nazionale, il Comandante Roberto D’Arrigo, grazie al quale il Ministro ha potuto osservare in tempo reale la situazione del traffico marittimo nel Mediterraneo.

A conclusione della visita, il Ministro Musumeci ha ringraziato il Comandante Generale per l’accoglienza ricevuta, esprimendo il suo apprezzamento per quanto quotidianamente profuso dalle donne e dagli uomini della Guardia Costiera, che ha voluto definire «Angeli e sentinelle del e nel nostro mare».

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